Anemia: Come uscire da una stanchezza carenziale

Anemia: Come uscire da una stanchezza carenziale

L’anemia è un termine generico per indicare una diminuzione del numero di globuli rossi, ematocrito, contenuto emoglobinico dei globuli rossi stessi. Vi sono molte cause di anemia e tale patologia può essere dovuta banalmente ad un flusso mestruale abbondante, a difetti genetici o a malattie molto gravi come leucemia o cancro.

Per le forme più comuni di anemia, tenendo conto della causa di base della patologia (emorragia, insufficiente produzione dei globuli rossi o aumentata distruzione dei globuli rossi) l’integrazione principale è rappresentata dal ferro bisglicinato.

Il ferro bisglicinato è una forma organica di ferro caratterizzato da un elevatissimo assorbimento (variabile fra il 60% e l’80%). Le forme inorganiche invece presentano un assorbimento decisamente inferiore (inferiore al 20%). Il ferro bisglicinato inoltre ha un’incidenza pressoché nulla dei tipici problemi digestivi associati all’assunzione di ferro, questo grazie all’originale chelazione con l’aminoacido glicina.

Il ferro è un importante elemento necessario per molte reazioni enzimatiche; in quanto costituente di emoglobina e mioglobina facilita il trasporto dell’ossigeno in tutto il corpo. Sostiene la termoregolazione fisiologica: bassi livelli di ferro sono stati associati a sensazione eccessiva di freddo.

L’assunzione di ferro migliora ulteriormente in presenza di Vitamina C o acido folico.
L’assunzione frequente di aspirina aumenta il fabbisogno di ferro, mentre l’assunzione di tè o caffè ne inibiscono l’assorbimento.

Carenze di ferro si osservano in caso di anemie ferroprive, gravidanza e allattamento, mestruazioni abbondanti, perdite di sangue, rigorosa dieta vegetariana ed intensa attività sportiva.
E’ possibile l’associazione con un integratore di acido folico.

Per la popolazione italiana si raccomanda un apporto giornaliero di ferro pari a 10 mg per gli uomini e le donne in post – menopausa, e di 18 mg al giorno per le donne in età fertile. Le donne necessitano di una quantità di ferro maggiore per reintegrare le perdite di ferro durante le mestruazioni.

La vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro non-eme presente nei cibi.
L’assorbimento del ferro avviene in gran parte nel primo tratto del tubo digerente (duodeno e digiuno) e dipende da diversi fattori. Il ferro viene assorbito allo stato ferroso (2+). Il ferro ferroso però è fortemente instabile e tende a ossidarsi a ferro ferrico (3+). La Vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro perché ha azione antiossidante e lo mantiene allo stato ferroso (2+), ovvero la forma che viene assorbita a livello intestinale.

Dott. Daniele Pietrucci