Cistite ricorrente

Cistite ricorrente

Cistite ricorrente: come non albergare microbi in vescica
In inverno basta un colpo di freddo, in estate un disordine intestinale, durante l’anno un rapporto sessuale, così in molte donne compare il fastidioso sintomo della cistite. Brividi, bruciore urinario ed impellenza della minzione, quasi sempre costringono ad assumere l’antibiotico che solitamente risolve il problema contingente.

Tuttavia è stato osservato che ben un quarto delle donne che hanno un episodio di cistite acuta, ne avranno poi in media tre all’anno. Sarà utile in questi casi valutare almeno tre aspetti di questa sintomatologia.

Il primo è il batterio, oggetto della consueta terapia antibiotica, ma non sempre debellabile, soprattutto se di questa terapia si abusa inducendo la selezioni di ceppi resistenti. Il germe in causa è solitamente l’Eschericha Coli, che normalmente alberga tranquillamente nel nostro intestino, svolgendo funzioni utili all’organismo. In caso di disbiosi intestinale, colite o infiammazioni gastroenteriche di varia natura, questo germe facilmente passa nella vescica, ove può determinare infiammazione e più in generale, sintomi cistitici.

Il secondo fattore è la specifica risposta immunologica globale del paziente. Se per qualche ragione è deficitaria, potrà permettere una rapida proliferazione batterica. Si capisce pertanto come spesso la cistite compaia dopo momenti di stress che indeboliscono la reattività organica. Esposizione al caldo e freddo eccessivo, rapporti sessuali conflittuali, problemi emotivi vari, sono tutte situazioni stresso gene in cui la causa prima della cistite non va tanto cercata nel microbo, bensì nella situazione generale di salute psico-fisica dell’individuo.

Il terzo fattore è la situazione locale. Normalmente l’urina è sterile e contiene fattori che limitano la crescita batterica. Inoltre la vescica secerne una specifica sostanza mucoide che protegge le sue pareti e rende difficoltosa adesione ed attecchimento dei germi. Vi sono delle specifiche caratteristiche individuali, congenite o acquisite, per cui in alcune persone la mucosa vescicale è più attaccabile.
Dall’interazione di questi tre fattori scaturisce l’evento cistitico, che avrà caratteristiche e gravità diverse a seconda del prevalere di uno di questi elementi predisponenti.

MISURE DI PROFILASSI ALIMENTARE

– Aumentare il flusso urinario bevendo molta acqua nell’arco delle 24 ore (almeno 2 Litri).

– Regolarizzare l’alvo (scelta di alimenti anti-stipsi: cereali integrali, legumi, frutta e verdure).

– Riequilibrare la flora batterica intestinale con la scelta di opportuni fermenti lattici, in quanto spesso la cistite è legata ad un eccessivo uso di antibiotici.

– Abbondare con l’uso dell’aglio (spiccata attività antibatterica nei confronti di E.Coli, Proteus, Klebsiella pneumonia, Staphylococcus sp. E Streptococcus sp.).

-Tra la frutta preferire l’ananas per la presenza della Bromelina, enzima proteolitico utile in tutte le forme infiammatorie, con ruolo di stimolo immunitario utile nella prevenzione delle recidive cistitiche.

– Controllare il pH urinario, dovrebbe essere tendenzialmente acido per impedire la proliferazione batterica.

– Abbondare con tisane od estratti provenienti dalle piante della famiglia delle Ericacee, che vanno dal Mirtillo rosso all’Uva ursina, per il loro potere antibatterico (acido ippurico) e nella prevenzione delle recidive. Contrastano l’adesione del batterio alle pareti dell’apparato urinario, hanno spiccata azione di acidificazione e quindi disinfezione delle urine (in particolare il Cranberry e l’Hydrastis Canadensis).

– Stimolare la riparazione dell’epitelio vescicale e favorire la guarigione delle ulcere del tratto urinario tramite la preziosa azione della Centella asiatica.