Osteoporosi e il ruolo del calcio

Osteoporosi e il ruolo del calcio

Osteoporosi e il ruolo del calcio: come evitare di diminuire di statura con l’età.

Una delle problematiche mediche di cui si fa oggi un gran parlare è l’Osteoporosi.

Si tratta della rarefazione della trama ossea che, aggravandosi, porta a rischio di fratture a vari livelli. In realtà la frattura ossea che si verifica nel soggetto anziano, è cosa molto seria, perché solitamente è l’innesco di tutta una serie di altri problemi anche molto gravi.

Questa evenienza va quindi curata, soprattutto in prevenzione.

Fattori specifici di rischio di osteoporosi sono:

– Fumo di sigaretta
– Consumo di alcool
– Consumo di caffè o di sostanze contenenti caffeina
– Scarsa esposizione solare
– Scarso apporto di calcio con la dieta
– Eccessivo consumo di carne
– Consumo di Coca Cola

Il calcio corporeo è contenuto per il 99 % nello scheletro. L’assorbimento del calcio esogeno, cui si aggiunge la quota endogena (circa 100-200 mg/die) presente nelle secrezioni digestive o nelle cellule della mucosa intestinale desquamate, avviene prevalentemente a livello del’ileo terminale (63%) tramite meccanismo di trasporto attivo (mediato dalla vitamina D) ed in misura minore tramite diffusione passiva; la sua entità è molto variabile (dal 30 al 70%) ed è influenzata da diversi fattori.

Nell’infanzia e nell’adolescenza il tessuto osseo va incontro a complesse fasi di sviluppo e di crescita trasversale e longitudinale che si concludono intorno ai 15 – 20 anni. Il consolidamento strutturale dello scheletro, almeno per alcuni segmenti ossei, si estende probabilmente anche alla terza decade di vita, determinando, in tale periodo, un ulteriore incremento della massa ossea (di circa il 12 %, sia pure con una notevole variabilità individuale), fino al raggiungimento del picco di massa ossea.

La perdita di massa ossea inizia già a partire dalla quarta decade di vita con una evoluzione progressiva, accelerata poi nella donna dalla menopausa, e sostenuta, nell’età più avanzata, dall’accentuarsi di particolari aspetti metabolici legati all’invecchiamento. In donne adulte in età fertile apporti di calcio (da 900 a 1500 mg/die) superiori alle RDA sembrano indurre effetti positivi sulla massa ossea.

In donne in fase di menopausa il cessare della produzione ovarica di estrogeni determina una fase di perdita accelerata di tessuto osseo, particolarmente elevata durante i primi 4 – 8 anni, sostenuta da un incremento del turnover osseo. Si verifica un aumento dell’attività degli osteoclasti che demoliscono l’osso (da perdita dell’effetto inibitore degli estrogeni), un’aumentata sensibilità dell’osso al Paratormone (PTH), una ridotta secrezione di PTH dovuta all’ipercalcemia e un ridotto assorbimento di calcio a livello intestinale associato ad ipercalciuria.

Un apporto adeguato di calcio assorbibile è assicurato soprattutto dal consumo di latte e dei suoi derivati.
Oltre ai latticini, alimenti vegetali ricchi di calcio sono la rucola e alcune varietà di verdure a foglia verde caratterizzate da un basso contenuto di ossalati e da un assorbimento frazionale di calcio elevato, e quindi da un ‘ottima biodisponibilità (ad esempio boccoli, cavolini di Bruxelles, verze, cavoli), alcuni prodotto ittici conservati con lo scheletro sottolio o in salamoia (quali ad esempio salmone, sardine, alici), i legumi, alcuni prodotti della soia, i cereali integrali, alcune varietà di frutta secca (soprattutto di tipo oleoso quali le mandorle, le noci, ecc..). Tra le acqua ricordiamo l’acqua San Gemini.

Tuttavia il basso rapporto tra concentrazione di calcio ed unità di peso che caratterizza la maggior parte degli alimenti, ad esclusione di quelli appartenenti al gruppo dei latticini, ne richiede, per raggiungere l’equivalenza del contenuto in calcio proprio del latte, introiti in genere elevati.

Qualora non sia possibile raggiungere un apporto adeguato di calcio con l’alimentazione naturale è possibile utilizzare supplementi di calcio (1-2g/die). Il citrato di calcio sembra essere una forma ben tollerata dall’organismo e ben assorbita. Ottima l’associazione con la vitamina D.

 

Dott. Daniele Pietrucci